lunedì 14 novembre 2011

Bob Dylan live novembre 2011, Roma

Introduzione parlata. La band sotto scalda gli ampli valvolari, scracchia qualche accordo. Per un attimo ho pensato di essere in un altra epoca, ho sentito uno strano odore, è il rock and roll degli anni sessanta. Cosi Bob Dylan mi si presenta nel vastissimo Palaeur (ora volgarmente Palalottomatica) di Roma.
Fin dal primo pezzo mette le cose in chiaro, almeno per me che non l'ho mai visto dal vivo e cioè suonare come lui sa fare, suonare bluesy, suonare ''fedelmente''. Era quello che almeno io volevo e in fondo mi aspettavo ma consapevole dell'insegnamento di chi aveva visto Dylan dal vivo in passato dicendomi...''stravolge i pezzi''. E ci credo. Non puoi suonare per cinqantanni lo stesso pezzo, allo stesso modo.

Parte con un sano blues (Leopard-Skin Pill-Box Hat) nascosto dietro la sua slide guitar e dietro una voce che ricorda tanto Tom Waits (non me ne voglia nessuno, ma la sensazione è questa) per continuare con un piacevolissimo pezzo che io mai avevo sentito (Don't Think Twice, It's All Right) pieno e carico di sensazioni positive.
Snocciola pezzi, note blues e buona tenuta nel ritmo shuffleggiante, ben tirato tenendo sempre alta la tensione alternandosi tra la sua keyboard ed il microfono rinunciando (quasi?) del tutto alla chitarra. In tal senso segue il discorso di Newport: nessun pezzo acustico anzi suonando forte e pestando deciso soprattutto nei pezzi
tratti da Highway 61 Revisited...eh si. Ne suona quattro da quell'album mitico e carico di polemiche. Si spara Desolation Row, stravolge Highway 61 Revisited, eccelle con Ballad of a Thin Man con il folle eco di ''do you...mr Johns'', iptonizzandoti perchè ti fosse piu chiara la lezione sulla rivoluzione culturale degli anni sessanta a cui lui ha contribuito. All along the watchtover e Like a Rolling Stones chiudono il discorso sul'65 (e qui capisci davvero cos'è il rock and roll). Blowing in the wind ti saluta definitivamente. Senza bis. Nessuna parola di convenienza. Nessuno chiede. Si spengono le luci e Dylan scompare insieme alle sue
scarpe bianche. Solo lui può permettersi questo.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=OFo1DMdFk10&w=560&h=315]

Nessun commento:

Posta un commento