venerdì 18 aprile 2014

Photo of the day (5)

Image 1968? should be...

venerdì 11 aprile 2014

(Downtown Live): Pontiak, circolo degli artisti 10/04/14

Fumo e fumi: è ciò che percepiscono i sensi appena le luci in sala si abbassano e i Pontiak salgono sul palco. Si comincia a sentire subito il profumo dell'America, degli states, di un certo tipo di rock and roll, quello proveniente da fuori, da zone di periferia dove devi scendere a patti con il territorio e la natura. Fino a farti travolgerti. Per poi uscirne battuto o completamente frastornato. Questo è un po il risultato di tanta musica americana: in questo caso parliamo di stoner, non desertico bensì montanaro. 

Premetto di essere arrivato al Circolo non sapendo minimamente chi mi sarei trovato di fronte, intuendo comunque che mi sarei imbattuto in bassi forti e possenti. E alla fine mi ritrovo (a primo ascolto) una band fortemente influenzata dal suono dei Kyuss, gonfia di suoni polverosi, compressi e distorsioni sgranate; melodie che tirano dritte con fare sonnolente e psichedelico, spesso cantate con le voci sovrapposte in tonalità molto basse. Il groove sebbene kyussiano rimane a cadenza sabbattiana: difficile che si sposti verso bpm piu alti, difficile vedere una reazione alla altissima quantità di hashish. Col trascorrere dello show la questione prende una forma decisamente ben definita andando a tracciare il confine entro cui i Pontiak amano muoversi: considerando la loro età (che è la mia) vengono fuori slanci d'amore e intrecci verso ciò che è stato il rock alternative a cavallo 80/90 di stampo Sub Pop (a tratti sentivo i Nirvana, i Mudhoney, i Tad..) o indie alla Jesus Liazard. Tra i momenti più docili i Pontiak Brothers piazzano alcune ballate di chiaro stampo american Alternative (si erige Wildifires, singolo del loro ultimo album).

Informazioni di servizio: il loro ultimo album uscito nei primi mesi del 2014 si chiama Innocence li dipinge abbastanza bene per quello che sono live evidenziando anche una certa esperienza e maturità. Un orecchio alle loro vecchie produzione glielo darò nei prossimi giorni.

Prima di loro hanno suonato Thee Elephant: devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dal loro sound un po beat un po garage e un po psichedelico. Britannico of course...! Mi sono lasciato andare a qualche paragone con i Jennifer Gentle, per poi scoprire oggi, che il bassista è uno proveniente dai suddetti! Hanno buone melodie, ottime chitarre un po fuzz un po noise. La batteria cadenza, le loro divagazioni finali mi lasciano soddisfatto

venerdì 4 aprile 2014

20 anni per sentirmi cresciuto o ancora adolescente

Kurt è stata la nostra rock star! Ha rappresentato la mia generazione, ha spinto quelli della mia età (me compreso) ad imbracciare una chitarra e ad ascoltare rock and roll a decibel elevati. Ragazzo dallo spirito onesto e dalla canzone facile è riuscito a catalizzare il movimento punk americano degli anni 80, sintetizzando  dieci anni di rock sotterraneo e indipendente, sdoganando nuovi suoni e l’ultima rivoluzione, quella degli anni 80: l’unica e ultima evolzione del punk.

Molti lo avranno ringraziato, in  primis i venditori di dischi: major ed etichette indipendenti che fino a quel momento facevano fatica o erano solo esperienze amatoriali ma anche tante band che forse sarebbero rimaste per sempre un fenomeno underground. Anche lui avrà ringraziato in tanti che fino a quel momento avevano macinato canzoni, feedback, urla e rumori preparando il terreno dove i Nirvana pascoleranno.

Con i Nirvana ci è venuta voglia di suonare, di piacchiare forte, di bere,di fumare di consumare sostanze. E di suonare a tre: lo abbiamo imparato da loro.
Abbiamo amato Kurt perchè sapevamo che era vero e sincero e ci rappresetava bene; ci piaceva il suo senso di dolore e disperazione, il rifiuto dell’estabilishment di stampo adolescenziale e la sua estetica ribelle. Molti di noi ancora ci portiamo i segni addosso.
Kurt aveva talento estremo; i suoi dischi sono stati un crescendo qualitativo. Probabile che ancora in vita avrebbe fatto tanto senza mai annoiarci: si sarebbe evoluto e l’avremmo amato ancora di più. Avrebbe barattato la sua esposività adolescenziale con la sua sensibilità di uomo che stava li per li a divenire.
Tutti ricordiamo dove eravamo e che stavamo  facendo il giorno  della sua morte. In realtà sembra ieri e i Nirvana non abbiamo mai smesso di ascoltarli.

I'm not like them
But I can pretend
The sun is gone
But I have a light
The day is done
But I'm having fun
I think I'm dumb
Or maybe just happy
Think I'm just happy

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Charles Peterson's shots!

Charles Peterson took most of the iconographic shots of grunge-era. 

 

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giovedì 3 aprile 2014

Seattle Dirty Sounds! Seattle slows Hardcore Down!

Green River - Come on down

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=kB8l3-mGeSg&w=200&h=150]

The U-Men - They

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kVBfEXk5Ajc&w=200&h=150]
Malfunkshun - With yo' heart (not yo' hands)
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=REPhA79yOEk&w=200&h=150]
Skin Yard - Throb
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=YglMtFNtAyU&w=200&h=150]
Nirvana - Spank Thru
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CsOH5t3mGw4&w=200&h=150]

mercoledì 2 aprile 2014