venerdì 9 settembre 2016

SOCIALISMO LISERGICO

Per anni, alla ricerca del suono perfetto avevo identificato i Brian Jonestown Massacre come la band ideale e Anton Newcombe come la mente più propositiva per quell'anello mancante tra i sixties di matrice folk blues e la psichedelia anni 90 di stampo shoegaze e matrice punk.
La loro discesa a Bologna è stata per me l'occasione per riprovare l'emozione del viaggio-
pellegrinaggio per una di quelle band che ancora mi incuriosisce per la loro modernità nell'esprime il concetto sixties

La location (Zona Rovere) alle 22.00 si presenta gia piena (credo un migliaio di spettatori);
età varia, da outsider come me figli degli anni 90 a ragazzetti più giovani inglobati nella
nuova moda alternative che strizza l'occhio agli anni 60. Garage music e proto-punk nella'aria!  Nessuna band di supporto!Prezzo in prevendita 22 euro, al botteghino 15.

Salita sul palco, la band, con aria velvettiana e rigorosi occhiali da sole, si presenta con
oscura sobrietà, con un tamburellista in prima linea e senza fronzoli; chiaramente intenzionati a diffondere il verbo, in realtà il loro verbo. E questo concetto dura per tutto il live, scentificamente: suonare il loro "suono" ai loro bpm senza mai cercare di impressionare con mezzucci la platea.
La prima impressione che ho avuto è stata che i BJTM sia sostanzialmente una punk band che si è  messa in un guaio serio, la psichedelia dai toni forti e dai suoni eccessivi; in realtà sui dischi della loro piu che ventennale carriera hanno avuto la capacità di scrivere anche pezzi blues and folk, richiamando storie freak e stonesiani sapori ma dal vivo hanno lasciato poco spazio a questa loro dimensione.
Chili di reverberi suoni penetranti e bassi che ti prendono al petto, incedimenti lenti e
persuasivi: una sorta di velvet undergound degli anni 90. Scientifici, materialisti e
socialisti, si! perchè si sono chiaramente rivelati per quello che sono e per quello che hanno
voluto essere in tutti questi anni, e hanno suonato per la platea per 3 ore perchè come ha
detto Anton Newcombe "noi suoniamo per il pubblico che paga il bigletto e non possiamo fermarci dopo un ora". E chiusura ovviamente senza bis e io adoro i musicisti che non si riconcedono: il bis è roba da music business, è una sorta di "parte" dello spettacolo. Ma i BJTM non sono venuti a fare spettacolo, sono venuti per suonare. Ed io ero la per quello. Insomma gente per bene.

 

bjtm

martedì 29 dicembre 2015

We are Motorhead and we play rock and roll!!!!

Mi tocca scrivere per forza due righe: perchè loro, perchè lui, ha suonato "rock and roll", assorbendone l'essenza.
Punk, metal, speed....di tutto, come un corollario, ma alla base nulla di tutto ciò (per me) solo rock and roll.

Quando li ho visti live ho capito davvero chi fossero e da quel momento è stata la band piu potente che mi è mai capitato di sentire in uno spazio aperto...e forse lo saranno per sempre.

Lemmy salì sul palco con la sua voce bluesy, si presentò educatamente al pubblico romano:
"We Are Motorhead and we play rock and roll": assioma indiscutibile a botta decibel.

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venerdì 13 novembre 2015

One of us

Morti di rock and roll

live at bataclan 72

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=5rhiqI6PlTo&w=420&h=315]

giovedì 29 ottobre 2015

Fare i conti con la propria coscienza e con il proprio passato: What's the story morning glory

Negli ultimi giorni mi sembra di aver capito che Morning Glory degli Oasis abbia compiuto ventanni! Cazzo, io me lo ricordo quando uscì. Sembra ieri. Questo implica due problematiche:
la prima che sono cresciuto si, un pò, ma mantengo ferrei dei punti di vista; la seconda che secondo me la malinconia vi rende buoni, smussa alcune sensazioni, e vi rende comprensivi vs voi stessi e chi eravate.
Ho capito dalle sensazioni generali che quel disco è stato il "nostro" disco. Di quelli che ora bazzicano intorno ai 35 anni, che nel 1995 erano al liceo, che in quegli anni cominciarono a vedersi i primi video su MTV (in inglese).
Io me lo ricordo quando lo ascoltai la prima volta questo dischetto: ero in un club del mio paese e what's the story era in filo-diffusione, aspettavamo di sentire un gruppo suonare chiamato i malament' che faceva cover dei metallica e dei maiden: il mio amico che era stato in inghilterra quell'estate mi fà: "sentili sentili questi sono gli oasis stanno spaccando in Inghilterra..." Vabè sarà pure, ma è solo un fatto di MTV, questo pensai. Avevo altri cazzi per la testa: ero impegnato a imparare a suonare seriamente la batteria, o a capire i suoni di Nevermind, potevo mai perdere tempo co' sti tizi che pensavano pure di essere i nuovi Beatles, o almeno cosi si diceva di loro (e per me significava bestemmiare).

Però l'ondata ci prese e ci investì: a malincuore mettemmo qualche pezzo loro in scaletta, ma non ci divertiva suonarli, meglio Sad But True.
Il disco lo comprai in MC a San Marino per 5.000 lire e sinceramente suonava male, non ho mai avuto quel cd, manco masterizzato ne in mp3. Ma credo di conoscerlo a memoria. In effetti il disco era facile e la mente lo assimilava in poco.
Girò parecchio la loro faccia su MTV e Dont'look back in anger era un bel pezzo. Ma alla fine diciamoci la verità ce li hanno spiaccicati in faccia e nelle orecchie e non potevamo evitarli.
Cosa mi rimane di loro?

Qualche buon pezzo (Masterplaine è un capolavoro).
Le tipe che mettevano nei video che erano spettacolari, sopratutto quella di Stand By Me.
Alcune nuove uscite di singoli o altro catturavano immediatamente la mia attenzione andando a congelare attimi della mia vita dentro ricordi inutili, imbalsamati da sensazioni.
E poi le loro facce da schiaffi (almeno quelle dei Gallagher), britannici della working class, quel modo di suonare e vestirsi da veri sfigati: questo si lo adoro, li avvicinava a ciò che eravamo noi a 16 anni!!!
E il talento di Noel, io non lo discuto.

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martedì 13 ottobre 2015

Puttanate a tre euro!

Se Janis potesse mai guardare questo lungometraggio piangerebbe, si sentirebbe spogliata e tradita. La mia invettiva si riferisce al film nelle sale in questi giorni per celebrare non so che della Joplin. Se è la nascita, non ci sono riusciti per niente, se è la morte, potevano fare meglio.
È chiaro a tutti che la Joplin abbia avuto una vita complicata. Forse per il suo aspetto fisico, forse per la sua esuberanza caratteriale: l'assenza di un amore, come quello dei sogni, trasudava dai suoi testi che la spingeva vs una solitudine al di fuori del mondo della musica, al di fuori dello show business. E la voce come rivincita da sbattere in faccia al mondo che non l'accettava, con la vittoria finale della sua ambizione di essere arrivata in alto. Ma più di tutto l'eroina, la sostanza del tempo e forse giusta per quel tempo.
L'autore mette a nudo ciò e mette a nudo lei, con testimonianze di amanti che rivelano scintille mai scoccate o scopate di uno "dei tanti", amici di schizzo che ne sono usciti puliti, o almeno salvi, cani pronti a raccontarne una ad effetto per qualche dollaro. E peggio la sua intimità a letto svelata al mondo per la sua chiassosità.
La scientificazione e il documentarismo del rock. Quello di cui non abbiamo bisogno, quello che distrugge il mito e la leggenda. Che rende vani i solchi e la puntina. Il rock, sopratutto quello dei nostri padri ha preso corpo dentro di noi attraverso la sacralità delle note, di copertine misteriose e di nastri registrati male. Del detto, del non detto e del tramandato. La vivisezione appartiene ad altro. La testimonianza che Janis si sarebbe sparata nel cesso prima di salire sul palco di Woodstock è la peggior infamia che gli potevano fare. Peggio delle spie.

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martedì 4 agosto 2015

Iggy (Stooge) Pop! Beat 'Em Up (2001)

Confermo, è vero: come ho letto su uno di quei siti con recensioni  di utenti aspiranti Lester Bangs, Beat 'Em Up è un album da quattro soldi! con riff da quattro soldi!
perfetto, è quello che ci serve. è quello che rende questo disco eccezionale, o semplicemente un vero disco rock and roll; fatto di spirito e convinzione!

Perchè suonato con la rabbia e la pochezza mentale, quella d'assalto. Perchè la sensazione dell'assalto da dietro le barricate e l'avanzata sul sentiero di guerra è una costante in questo disco. Mi rende cosciente di essere sceso in una spece di battaglia con Iggy e la band pronti a lanciare pericolose invettive sonore.

Per quanto mi riguarda non annotavo una singola emozione, qui su questo blog, da un anno e passa: questo disco (di merda!?) mi ha ridato carta e penna. Radio popolare trasmetteva uno di questi pezzi (Mask) facendomi sobbalzare dal sediolino.
Ascoltavo sciabolate sonore alla Jesus Lizard, per scoprire che era Iggy!
mi piace!