La loro discesa a Bologna è stata per me l'occasione per riprovare l'emozione del viaggio-
pellegrinaggio per una di quelle band che ancora mi incuriosisce per la loro modernità nell'esprime il concetto sixties
La location (Zona Rovere) alle 22.00 si presenta gia piena (credo un migliaio di spettatori);
età varia, da outsider come me figli degli anni 90 a ragazzetti più giovani inglobati nella
nuova moda alternative che strizza l'occhio agli anni 60. Garage music e proto-punk nella'aria! Nessuna band di supporto!Prezzo in prevendita 22 euro, al botteghino 15.
Salita sul palco, la band, con aria velvettiana e rigorosi occhiali da sole, si presenta con
oscura sobrietà, con un tamburellista in prima linea e senza fronzoli; chiaramente intenzionati a diffondere il verbo, in realtà il loro verbo. E questo concetto dura per tutto il live, scentificamente: suonare il loro "suono" ai loro bpm senza mai cercare di impressionare con mezzucci la platea.
La prima impressione che ho avuto è stata che i BJTM sia sostanzialmente una punk band che si è messa in un guaio serio, la psichedelia dai toni forti e dai suoni eccessivi; in realtà sui dischi della loro piu che ventennale carriera hanno avuto la capacità di scrivere anche pezzi blues and folk, richiamando storie freak e stonesiani sapori ma dal vivo hanno lasciato poco spazio a questa loro dimensione.
Chili di reverberi suoni penetranti e bassi che ti prendono al petto, incedimenti lenti e
persuasivi: una sorta di velvet undergound degli anni 90. Scientifici, materialisti e
socialisti, si! perchè si sono chiaramente rivelati per quello che sono e per quello che hanno
voluto essere in tutti questi anni, e hanno suonato per la platea per 3 ore perchè come ha
detto Anton Newcombe "noi suoniamo per il pubblico che paga il bigletto e non possiamo fermarci dopo un ora". E chiusura ovviamente senza bis e io adoro i musicisti che non si riconcedono: il bis è roba da music business, è una sorta di "parte" dello spettacolo. Ma i BJTM non sono venuti a fare spettacolo, sono venuti per suonare. Ed io ero la per quello. Insomma gente per bene.
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