Appuntamento con i Jennifer Gentle a Roma, al Circolo degli Artisti! Occasione da non perdere, sopratutto per godersi il Circolo infrasettimanale, pieno al punto giusto, non soffocante, dove i live assumono una dimensione davvero familiare.
Sul palco, a mia insaputa, insieme ai Jennifer Gentle (in questo caso Marco Fasolo e Liviano Mos, tastiera-synth), alla sezione ritmica due Verdena (Alberto al basso, Luca alla batteria). Non so il motivo di questo progetto! Dopo tutto i fratelli Ferrari hanno dato solamente un contributo minimo al suono dei Jennifer, senza essere troppo invasivi.
Il live set prende ovviamente una forma diversa rispetto a quelli soliti dei Jennifer: meno psichedelia e minor numero di viaggi interplanetari ma tanta robustezza in più.
La quadratura del live set è stata evidente, sia per la scelta dei pezzi sia per la possente sezione ritmica: il drumming potente di Luca si fa sentire così come la poca delicatezza del basso di Alberto, il tutto a condire Fasolo, in versione più semplicisticamente "pop", armato di una Gibson semi-acustica e di una voce che somiglia tanto a quella di un bambino nell'atto di essere strozzato.....
I Jennifer meritano davvero una posto nell'olimpo solo per il fatto di essere prodotti dalla Sub-Pop (Seattle); hanno canzoni valide e ai miei occhi si staccano sempre di più dal paragone con Barrett. L'influenza c'e', si sente, in qualche accordo, ritmiche, ma la personalità di Fasolo ha preso ormai il sopravvento: ritmi sincopatici, note e accordi cromatici al limite di un non-sense pop-song, quasi da cabaret per psicopatici, in bilico tra Being for the Benefit of Mr. Kite! e Clowns & Jugglers! A volte sembrano davvero uno scherzo; i pezzi si rinchiudono in piccole marcette andanti o in canzoncine "di bambini" "per bambini" per riaprirsi verso sognanti vortici o scivolare in oscuri (e scuri) e sfumati vuoti spaziali! Il senso degli album dei Jennifer è sostanzialmente tutto questo ai miei occhi: e il tutto molto colorato grazie agli arrangiamenti delle variegate chitarre e nell'uso dei synth! Un carillon dai mille volti, dalle mille velocità!
Tornando al concerto, anche per Alberto Ferrari un pezzo alla voce: la bellissima cover dei Beatles I'm so tired. piu' il siparietto con la cantante del gruppo di apertura (Elevators qualcosa...) che ha dato sicuramente una nota in più alla serata: la tipetta si presenta sul palco come una Francoise Hardy un po indie per canticchiare una canzoncina molto sixties di cui ignoro l'esistenza (ma molto Ronettes....).
Ovviamente solita scenetta del bis (con l'ingrato pubblico che chiamava Verdena...) con un ritorno all'esecuzione di I do dream you e No Mind in my Mind:
Tonight I'll meet you again
And I'll get you at my side
Whenever I'll turn my eyes
No trouble no mind in my mind
'Cause you're kind
Sometimes you make me cry....
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