venerdì 24 aprile 2009

The Psychedelic Sound of the 13th Floor Elevators

Sin dai tempi di Aristotele, l'uomo ha organizzato il sapere verticalmente in separati e non-relazionati gruppi : Scienza, Religione, Sesso, Rapporti Sociali, Lavoro etc. L'enfasi principale nel suo linguaggio, il  sistema di catalogare il sapere è avvenuta mediante identificazione di oggetti piuttosto che nelle relazioni esistenti fra loro. Ora, l'uomo è obbligato ad usare gli strumenti della ragione in modo separato, in ogni diversa situazione differentemente.

L'uomo è stato abile nel giudicare questo modo di pensare superato, pronto a distruggerlo (come fece Einstein), ed a riorganizzare il  sapere in modo che il sapere stesso potesse relazionarsi orizzontalmente; può ora contare su una perfetta ragionevolezza che deriva dall'essere capace di relazionarsi con la vita nella sua interezza.


Recentemente, ciò è divenuto possibile per l'uomo alterando chimicamente il suo stato mentale e quindi alterare il proprio punto di vista (è la relazione di base con il mondo esteriore che determina il suo modo di catalogare le informazioni) . L'uomo può quindi ristrutturare il  modo di pensare, cambiare il suo linguaggio in modo che i pensieri generino più relazioni tra la sua vita e i suoi problemi e quindi approcciarli in modo sensato


È questa ricerca di sensatezza che forma le basi delle canzoni di questo album".




 



Cosi recitava il retro cartonato dell'album The Psychedelic sound of The 13th Floor Elevators. Un album appartenente alla categoria "spartiacque": il rock non è piu un bambino inconsapevole ma ha raggiunto l'età della ragione; si arriva fino a filosofeggiare, li nel retro dell'LP. Il momento storico e culturale è essenziale: gli album del biennio 66/67 mostrano a pieno questa maturità artistica nei testi, nei temi e negli atteggiamenti delle nuove rock band. Sta arrivando la rivoluzione culturale degli anni 60 e il rhythm and blues la accompagna facendogli da sottofondo. Se i Beatles e molte band inglesi sono ancora musicalmente conservatrici, il vento che soffia dal nord- america sa già di sperimentazione ma soprattutto di canne e acidi.  Le nuove tendenze riguardo al rock and roll si fanno guidare dalle nuove sostanze che si diffondono tra i ragazzi e molti ne abusano riuscendo poi in molti casi a riassumere stati mentali molto soggettivi in suoni e melodie. Nel nostro caso si tratta di Roky Erickson e Tommy Hall (una sorta Lennon-McCartney). Il primo, chitarrista lisergico; il secondo autore dei testi oltrechè suonatore di Jug elettrico. È il 1966, le band della costa californiana sarebbero arrivate ancora più tardi ed i 13th floor lanciano il seme che farà germogliare la generazione acida che ha segnato i fine 60.




 

Il disco esprime cosi bene i suoni del tempo, legato cosi tanto al rhyhtm and blues e al folk, come del resto tutte le garage band dell'epoca ma rivisto con attitudine punk-garage, lanciando acide ballate o  cavalcate lisergiche. È rock and roll elettrico in buona sostanza viziato dal saporaccio ipnotico di un lungo viaggio vissuto stando seduti. Ovviamente i 13th floor elevators da rispettabile rock and roll band è durata due album, forse distrutta dagli eccessi dei suoi protagonisti: droghe & sacre galere ne hanno determinato una precoce fine. Si tratta  comunque di una band di successo pari a zero; al momento del loro debutto il loro disco non entrò mai in classifica negli Usa, in Europa neanche distribuito, destino comune di tante garage band, destinate ad essere rivisitate solo negli ultimi anni, grazie a ristampe ed al particolare interesse nato attorno a quella musica di provincia. Ma quello che è rimasto conta! Diciamo che nessuno meglio di loro aveva tracciato e formulato gli standard della psichedelia che verrà. Forse questo è davvero il manifesto di quell'epoca feconda.



 

basta aspettare poco, gli altri ragazzi sono alle porte...



P.s.; è il primo nome di un album a contenere il termine "psichedelico".
 
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