La rullata del primo Ringo è un esempio di rarissima bellezza percussiva basato semplicemente sulla forza di un’ innocenza primordiale: un rullo “cartonato”, zoppicante e dall’approccio infantile. Il segreto della sua rullata sta semplicemente in due note strette che frenano dentro una pausa improvvisa ed una rapida ripartenza con un colpo di rullante (quasi muto) che carica due altre notine strette...pronte ad anticipare quella (o quelle) accentate finali. A volte mischia nei primi tre movimenti ma riesce a dare sempre quella sensazione di un rullo insicuro, scomodo, forse fuori tempo che sembra non arrivare diritto e preciso ma che alla fine “chiude” in modo deciso, sempre, come a risolvere qualsiasi problematica o imbarazzo presentatosi nei due movimenti precedenti.Visone filosofica di una rullata!
Ringo è un esempio di batterista “innocente e primordiale” essendo uno dei primissimi batteristi rock, non aveva nessun schema dentro cui specchiarsi. Al massimo aveva sentito qualche disco rock and roll, aveva imparato qualche rudimento jazz e suonato un pò di swing o ostinati terzinati: non aveva seri punti di riferimenti e lui come altri si inventarono tutto da zero, mettendoci furia punk e appunto, innocenza primordiale.
Mi ha influenzato tantissimo, inconsciamente, e me ne accorgo quando “bitto” in 4/4: la seconda cassa che cade sul 3° movimento ha sempre un accento, una caduta, tipica del sound di Ringo, dei Beatles e di tutto il movimento Merseybeat! Dopo tutto gli ascolti adolescenziali non te li scrolli più di dosso se non attraverso cura, lavoro e tanto pensiero.
L’estetica dei primi Beatles è anche il ragazzetto dietro la drum che suona con il sorriso da ebete (inconscio che la sua vita sta per cambiare, che farà soldi a palate): i movimenti del suo corpo seguono i groove delle canzoni: l’accento su crash alla sua destra accompagnato dalla spinta capo/spalla, l’anomala sventagliata della bacchetta destra sull’ hi-hat o sul ride, chino sulle spalle e ondeggiante con le spalle e con la testa: un fenomeno estetico.
Ha suonato con dei fuoriclasse: neanche i 4 iniziali gli lasciavano battere; qualsiasi batterista avrebbe potuto imporre un suo sound, ce ne fosse stato un altro sarei stato influenzato da ben altri vizi. Ma mi è toccato Ringo, and i’m happy for that!
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